Compagnia delle serve della Beatissima Vergine Maria in San Calimero

Daniela Bellettati

 

È una compagnia riservata esclusivamente alle donne e dedicata al culto della Vergine Maria. Nasce nel 1618 per iniziativa di alcune devote che frequentano la chiesa di San Calimero in Porta Romana.

Statuti

Gli ordini e le regole sono pubblicati a stampa il 21 ottobre 1628, con l'approvazione del cardinale arcivescovo Federico Borromeo. In testa al foglio in cui sono stampate le regole compaiono tre riquadri con le immagini di san Calimero martire, titolare della parrocchiale sede della compagnia, la Sacra Famiglia e san Francesco d'Assisi che riceve le stimmate.

Finalità

Recitano le regole "far servitù alla Santissima Vergine" e perciò la consorella deve pregarla ogni giorno che si degni di accettarla per sua serva. La compagnia si riunisce ogni terza domenica del mese per discutere gli affari interni all'associazione e raccogliere le elemosine. Ogni sabato sera le consorelle si riuniscono in chiesa per l'orazione; in caso di assenza deve essere inviata una sostituta "una di casa sua o figlia, o parente over vicina". Si celebra la festa del Bambino Gesù il giorno di San Silvestro, con messa solenne, musica e vespero.

Sede

Il luogo dedicato al culto è l'altare della Vergine e di san Giuseppe nella chiesa di san Calimero, in seguito dedicato alla Natività. Per ogni altra incombenza relativa agli affari della compagnia, le associate si radunano in disparte "il logo commodo della chiesa", anche per leggere o "sentire" qualche libro di meditazione per intendere meglio la predica, prepararsi per la comunione, ripetere a memoria la predica e insegnarla alle "povere semplici e inferme di memoria".

Struttura organizzativa

La compagnia è retta da un capitolo di dodici deputate presieduto dalla priora, eletto da tutte le iscritte e rinnovato annualmente. Il capitolo assume tutte le decisioni relative al governo dell'associazione, ma con la presenza,  l'intervento e l'assenso del curato della parrocchia. La priora è coadiuvata da una sottopriora e da una tesoriera. Un cancelliere maschio annota tutte le elemosine ricevute e consegnate alla tesoriera, che a fine anno presenterà rendiconto di quanto ha incassato e speso al curato o a un delegato speciale dell'arcivescovo. Una cancelliera annoterà invece i nomi delle iscritte, le benefattrici, i verbali delle congregazioni mensili e le determinazioni assunte. "Et se vi sarà carestia di persone atte a scrivere come sopra, una sola possa fare l'uno e l'altro di scrivere come sopra".

Patrimonio

Le entrate della compagnia sono costituite da elemosine di consorelle e devote e sono impiegate per l'acquisto di suppellettili e ornamenti per l'immagine del Bambino Gesù e della Vergine. Come risulta dalla visita pastorale del 1680 possiedono due diademi d'argento e due di bronzo per l'immagine della Madonna, una collana e un bracciale per la Madonna e due per il Bambino, tre anelli di cui uno con diamante, reliquiari d'argento, agnus dei , due vessili per le processioni di cui uno da morto, 4 tuniche di colore ceruleo, tre vestiti preziosi per il simulacro di Maria.

Soppressione

La compagnia risulta ancora attiva nei primi anni del Settecento ma non è finora stato ritrovato alcun documento relativo alla sua soppressione o al suo scioglimento.