Melzi (1636 - 1784)

Servizio Archivio e Beni Culturali, ASP Golgi-Redaelli, Milano

 

Origine

Con testamento del 29 aprile 1636 il milanese Giovanni Ambrogio Melzi, ricco mercante milanese d’oro, argento e seta, la cui famiglia era entrata a fare parte della nobiltà urbana da soli quattordici anni, disponeva la fondazione del luogo pio de signori Melzi di Milano, che iniziò la sua attività dopo la morte del benefattore, avvenuta il 15 marzo dell’anno successivo.

Struttura organizzativa

In accordo alle volontà del fondatore, il luogo pio doveva essere governato da dodici deputati laici, quattro dei quali dovevano appartenere al casato dei Melzi-Malingegni, due alla contrada di San Pietro in Caminadella, mentre i rimanenti sei dovevano essere eletti in rappresentanza di ciascuna Porta cittadina.

Sede

All’inizio i deputati si riunirono in un locale di proprietà del Luogo Pio dello Scurolo di Sant’Ambrogio: solo dopo il matrimonio della vedova di Ambrogio Melzi, Cornelia Pallavicini, con il marchese Giovanni Acerbi poterono occupare la casa di via Caminadella, già abitazione di Ambrogio Melzi, di cui la donna era usufruttuaria.

Finalità

Il Luogo Pio era tenuto a erogare ogni anno dodici doti da cento lire imperiali ciascuna ad altrettante ragazze di modeste condizioni economiche e buona fama, indicate dai singoli deputati. L’assegnazione delle doti era prevista esclusivamente dopo la celebrazione del matrimonio, nel giorno della festa di Sant’Ambrogio ad Nemus, presso la chiesa di San Bernardino alle monache o quella di San Pietro in Caminadella. Nella stessa occasione venivano anche vestiti “da capo a piedi sei poveri a spese del Luogo Pio” e si procedeva alla distribuzione di segni equivalenti a razioni di pane e di riso. Grazie a successive eredità e donazioni, l’erogazione di derrate poté essere assicurata più volte nel corso dell’anno, fino a diventare la principale attività del sodalizio che, nel 1652, ottenne da Filippo IV, re di Spagna e duca di Milano, l’estensione dei privilegi e dei diritti accordati ai maggiori luoghi pii.

Patrimonio

Le rendite del Luogo Pio Melzi provenivano prevalentemente dall’amministrazione del patrimonio immobiliare: al momento della soppressione esso era costituito da circa millesettecento pertiche in Casolate, cinquecento pertiche in Zelo Buon Persico, millecento pertiche a Toriggio e oltre quattrocento pertiche ad Arluno, oltre vari stabili in Milano.

Soppressione

Il Luogo Pio Melzi fu aggregato al Luogo Pio della Divinità nel 1784; la casa di via Caminadella lasciata da Giovanni Ambrogio Melzi venne livellata nel 1785 e infine ceduta al conte Lorenzo Sormani nel 1840.

 

[nell'immagine: mandato di pagamento del luogo pio Melzi del 1749]