Pagnottella (1357 - 1784)

Servizio Archivio e Beni Culturali, ASP Golgi-Redaelli

 

Origine

Il Luogo Pio della Pagnottella del Nero di Milano venne fondato con testamento 5 aprile 1357 dal ricco mercante milanese Guglielmo Saliverti, detto appunto "il Nero", che visse lungamente ad Avignone, all'epoca sede della curia pontificia.

Uomo di fiducia dell'arcivescovo e signore di Milano Giovanni Visconti, "familiare" pontificio 30, mercante di prodotti di lusso e prestatore di denaro, condusse una vita assai complessa, con una breve parentesi ecclesiastica che chiuse presto per dedicarsi ad attività commerciali e allo svolgimento di incarichi per conto della Santa Sede e dei Visconti.

Nominò suo erede universale il figlio naturale Antonetto, incaricandolo di stralciare dall'asse patrimoniale le vaste proprietà detenute nelle località di Garegnano e Musocco, oltre alla casa di abitazione sul corso di Porta Vercellina a Milano, allo scopo di fondare un nuovo ente elemosiniero.

Accondiscendendo ad un'esplicita richiesta degli amministratori, Bianca Maria Visconti, con diploma del 12 novembre 1462, concedeva al luogo pio l'esenzione fiscale su 325 moggia di farina. Esattamente quarant'anni dopo, nel 1502, il Luogo Pio della Pagnottella fu incluso negli Statuti di Milano tra gli enti elemosinieri posti sotto la diretta protezione del podestà.

Finalità

Fin dalla sua denominazione, è esplicità la sua finalità del luogo pio: distribuire pane ai poveri. La distribuzione di pani di mistura da otto once ciascuno avrebbe dovuto tenersi per quattro giorni alla settimana (lunedì, mercoledì, venerdì e sabato); la distribuzione - poi ridotta alla sola erogazione del sabato - era affidata a un laico stipendiato, chiamato pignoterio o pagnoterio, tenuto ad abitare nella casa del luogo pio.

Dal XVI secolo è inoltre attestata l'assegnazione di doti a povere nubende, costituite sulle eccedenze dei redditi patrimoniali.

Statuti

Nel 1576 fu compreso nella visita apostolica compiuta nella diocesi ambrosiana da Gerolamo Ragazzoni, che lo dotò di nuovi statuti in adempimento ai precetti tridentini per l'assicurazione del controllo ecclesiastico sulla gestione amministrativa dei pia loca.

Per quanto concerne in particolare l'attività elemosiniera, stabilì che i deputati eleggessero a scrutinio segreto sei uomini (uno per Porta cittadina), i cui nominativi dovevano essere sottoposti all'approvazione dell'arcivescovo, con il compito di segnalare le persone in reali condizioni di necessità. Solo a loro poteva essere consegnato il cedolino che consentiva il ritiro delle pagnotte, mentre l'arcivescovo poteva autorizzare occasionali visite di controllo a domicilio.

Struttura organizzativa

Secondo le volontà del fondatore, il capitolo di amministrazione doveva essere costituito da sei deputati, tra i quali erano compresi il Padre guardiano del vicino convento di San Francesco, due confratelli del medesimo cenobio e tre gentiluomini della parrocchia di San Nabore e Felice.

Sede

Il luogo pio aveva sede nella casa di residenza milanese del fondatore, "al Pasquirolo", sulla cui facciata sarebbero poi state dipinte alcune figure intente "in distribuire, ed in ricevere elemosina".

Patrimonio

In base al bilancio del 1784, il luogo pio aveva entrate annue per 4308 lire, a fronte di uscite per 4094 lire (di cui 2856 lire per elemosine e doti).

Soppressione

Nel 1784 il Luogo Pio della Pagnottella venne aggregato al Luogo Pio di Loreto, e nel 1785 il "Casino della Pignatella" sul corso di Porta Vercellina veniva venduto per il prezzo di 13.500 lire.

 

[nell'immagine: Privilegio della duchessa di Milano Bianca Maria Visconti del 12 novembre 1462]