Percorsi

Si introduce a una prima esplorazione della straordinaria ricchezza di temi, di informazioni, di risvolti artistici e culturali contenuti nella complessa realtà storica animata dallo sviluppo delle tradizioni associative in una città di primaria grandezza come Milano. È una sezione costituita da approfondimenti mirati, in via di costante arricchimento. Getta fasci di luce su aspetti ritenuti emblematici per capire la logica generale dei problemi o per evidenziare spunti d'interesse poco scontati.

I "percorsi" ospitati hanno un taglio per lo più monografico e sono raggruppati per grandi aree tematiche, nonché secondo lo schema cronologico classico (cliccando sulle singole partizioni cronologiche si viene rimandati a "percorsi" collegati alle stesse, anche se in modo non esclusivo: diversi itinerari infatti travalicano le consuete soglie storiche). Ogni percorso include, inoltre, diversi rinvii alle entità storiche schedate nella banca dati del portale, in modo tale da suggerire interrogazioni ulteriori capaci di incrociarsi con l'apparato documentario allestito nell'ambito del progetto, con un effetto positivo di integrazione e di interscambio reciproco.

Le congregazioni dei gesuiti di S. Fedele e gli oratori in musica dell'Entierro

Danilo Zardin

 

Per raggiungere i destinatari del loro messaggio religioso e di educazione civile, la fitta rete di associazioni cittadine create dai gesuiti di S. Fedele e di Brera non esitava a piegare al proprio servizio i più efficaci mezzi di comunicazione offerti dalla cultura del loro tempo: l’arte della parola, il teatro, il linguaggio delle immagini, la stampa di largo consumo, il cerimoniale degli atti simbolici continuamente ripetuti nel tempo. Forse in cima a tutto il resto, si impose l’uso sapiente del canto e della musica per una pedagogia da rendere il più possibile dolce, penetrante, in grado di smuovere gli affetti del cuore partendo dai sensi terreni.

All’interno dell’impianto allestito dai gesuiti di Milano, il vertice artisticamente più significativo divenne, a partire dai decenni terminali del 1600, il ciclo degli oratòri dei cinque venerdì di Quaresima patrocinato dai nobili aderenti della congregazione dell’Entierro, uno dei sodalizi più prestigiosi dell’élite sociale della città, nato dall’importazione di un modello di origine spagnola.

Le associazioni milanesi tra Otto e Novecento

Paolo Valvo

 

Le radici storiche dell'associazionismo milanese contemporaneo vanno cercate nella progressiva affermazione della società borghese, nel cui alveo a partire dalla fine del XVIII secolo prendono vita i primi circoli milanesi, e prima ancora nel fitto ordito confraternale che contraddistingue la vita religiosa (e non solo) della città fin dal tardo medioevo.

I Luoghi Pii Elemosinieri di Milano

Servizio Archivio e Beni Culturali, ASP Golgi-Redaelli

 

Nel 1784 per volontà di Giuseppe II vennero soppressi e concentrati decine di enti, di origine e natura molto diversa, che avevano come denominatore comune l'erogazione di elemosine: per tale motivo erano denominati "luoghi pii elemosinieri".

Donne e reti associative

Daniela Bellettati

 

Pur se spesso trascurata nei documenti ufficiali delle associazioni quali regolamenti, statuti e ordinazioni capitolari, la presenza femminile sulla scena confraternale e associativa milanese tra XVII e XVIII secolo rappresenta un importante capitolo di storia urbana ancora da indagare compiutamente. La ricerca avviata in occasione della realizzazione di questo portale ha rivelato significative realtà di aggregazione femminile, alcune ovviamente ricalcate sulle omologhe maschili, altre invece con interessanti caratteristiche peculiari.

L'«ordine» delle processioni generali nella Milano del tardo Cinquecento

Danilo Zardin

 

Le pubbliche cerimonie e i grandi rituali religiosi sono sempre stati al centro della vita collettiva. La complessa scenografia secondo cui si strutturavano era il teatro in cui la città nel suo insieme dava risalto visibile ai contenuti della sua identità ideale, chiamando l'intera ossatura dei corpi associativi che la costituivano a coinvolgersi in prima persona.

Corporazioni d'arte e mestieri nella Milano di Antico Regime

Vesna Cunja

 

Le corporazioni d'arte e mestieri sono state per più di cinque secoli – dal medioevo alle soppressioni di fine Settecento – il fulcro dell'economia milanese. Più o meno tutti gli aspetti del vivere quotidiano si declinavano nelle molteplici offerte delle università e dei corpi che permeavano così, come una maglia dal fitto ordito, tutta la società. Organizzazioni, come dimostra la storiografia odierna, non solo economiche, ma anche sociali e religiose, che hanno saputo nel tempo rinnovarsi e rimodellarsi a seconda dei mutati contesti politico-sociali.

Radici e storia delle confraternite in terra milanese e lombarda

Danilo Zardin

Nella realtà dei nostri tempi odierni, le confraternite sono quasi dovunque scomparse. Ne sopravvivono dei resti che ci rimandano solo una debole eco della ricchezza di espressioni conosciuta fino all'inizio del secolo scorso, prima delle grandi trasformazioni della società e della cultura che le hanno travolte insieme a ciò che sussisteva di un intero sistema fondato sulla continuità di antiche tradizioni. Anche a Milano e in tutte le terre lombarde il tessuto aggregativo delle confraternite, unite a enti e associazioni di varia natura che ne ricalcavano molti dei lineamenti, era formato da una trama di organismi e istituzioni, in larghissima parte autogestiti dalle forze della società civile (ceti, alleanze di famiglie, gruppi di quartiere, mestieri), che si insinuavano in modo potente e capillare in ogni angolo della vita collettiva. Vogliamo tentare di cogliere le radici della loro prima fioritura nei secoli del Medioevo e seguirne il rigoglioso sviluppo fino alla crisi contemporanea, nel momento in cui altre forme associative ne hanno gradualmente preso il posto, introducendo nuove modalità di azione e interpretando in modo diverso il bisogno di tutela degli individui fondato sul collegarsi insieme con i propri simili.