Santa Maria della Neve e San Giovanni alle Fonti nella Metropolitana (ante 1454 - 1784)

Servizio Archivio e Beni Culturali, ASP Golgi-Redaelli, Milano

 

Origine

L'esigua documentazione impedisce di conoscere con esattezza la data e le modalità di fondazione della Scuola di Santa Maria della Neve in Santa Tecla (poi Luogo Pio di Santa Maria della Neve nella Metropolitana). È tuttavia possibile collocare la sua nascita tra il 1389 – anno in cui l'arcivescovo Antonio da Saluzzo autorizzò la celebrazione della festa della Madonna della Neve (5 agosto) anche a Milano, per esaudire un desiderio del duca Gian Galeazzo Visconti – e la seconda metà del XV secolo, quando la confraternita risulta operante. Una relazione redatta per la Giunta Economale nel 1769 sostiene che "nell'antica S. Tecla prima del 1400 esistevano due congregazioni, una di S. Maria della Neve e l'altra di S. Giovanni alle Fonti, che furono unite dall'arcivescovo Guido Antonio Arcimboldi nel 1497": ma di tale atto vescovile non si hanno riscontri documentari, mentre l'unificazione dei due sodalizi appare cosa certa solo a partire dal 1582.

A seguito dell'abbattimento del primitivo edificio ecclesiastico di Santa Tecla (1461) per far spazio alla costruzione del Duomo, la confraternita trovò ospitalità nella nuova chiesa intitolata alla martire, riedificata poco distante dalla precedente a partire dal 1481. A poco più di sessant'anni di distanza anche la nuova Santa Tecla venne distrutta (1548), e la parrocchia aggregata alla cattedrale, mentre la Scuola di Santa Maria della Neve e quella di San Giovanni alle Fonti ottennero l'assegnazione dell'altare del Duomo già dedicato alla Madonna del Coazzone (1566). Dopo il 1580 lo stesso altare fu assegnato anche alla Scuola dei Santi Rocco e Vittore, anch'essa proveniente da Santa Tecla, dando origine a forti contrasti tra gli scolari.

Statuti

Nel 1502 gli scolari di Santa Maria della Neve avevano intanto ottenuto dal re di Francia, Luigi XII, il riconoscimento della scuola e l'approvazione degli statuti. Gli statuti affidavano agli scolari l'elezione semestrale di un priore, di quattro consiglieri, due sindaci e un cancelliere. Il numero degli officiali che componevano il capitolo amministrativo variò nel tempo: dagli otto deputati previsti nel 1502 il capitolo si ampliò a quattordici nel 1595, per poi restringersi a dieci intorno al 1660 e ridursi ulteriormente a nove poco prima della soppressione.

Finalità

La Scuola di Santa Maria della Neve e di San Giovanni alle Fonti non aveva particolari obblighi di culto, se non quelli della celebrazione di alcune messe disposte per legato testamentario, operando piuttosto sul versante elemosiniero con l'erogazione di sussidi in natura, la concessione di piccoli prestiti su pegno e la distribuzione di doti a fanciulle povere.

 

Sede

Il luogo pio avrebbe dovuto disporre di una sede dove radunare il capitolo "almeno un giorno nella settimana per tractare cose utili e necessarie". Una sede definitiva fu però individuata solo nel 1645, in due locali al primo piano di una casa di proprietà del luogo pio sita in Porta Romana, vicino alla chiesa di San Giovanni in Conca.

Patrimonio

Il luogo pio finanziava le proprie attività mediante denaro e beni ricevuti per donazione o legato testamentario, e i frutti da essi derivati: una parte dei capitali era investita in titoli presso il Banco di Sant'Ambrogio, mentre dalla gestione delle proprietà immobiliari, ubicate nel centro di Milano e negli immediati sobborghi, l'ente ricavava canoni d'affitto e livellari.

Soppressione

L'istituto elemosiniero fu soppresso nel 1784 ed aggregato al Luogo Pio delle Quattro Marie.

 

[Nell'immagine: Emblema del luogo pio di Santa Maria della Neve]